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	<title>GUIDA AI GENITORI Archivi - Bimbo a bordo personalizzato</title>
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		<title>COME INTERPRETARE IL PIANTO</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 15:38:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUIDA AI GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[COME INTERPRETARE IL PIANTO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piange per fame, per sonno, perché ha male… Ci vuole spesso tutto il tuo amore di mamma per non perdere la calma alle urla del bambino. Nei primi mesi di vita, il pianto è il suo unico modo per comunicare,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Piange per fame, per sonno, perché ha male…</strong></p>
<p>Ci vuole spesso tutto il tuo amore di mamma per non perdere la calma alle urla del bambino. Nei primi mesi di vita, il pianto è il suo unico modo per comunicare, ed è quindi normale che vi faccia ricorso con una frequenza che a volte rischia di essere…snervante!<br />
I neonati possono piangere dalle due alle quattro ore al giorno; sapere ascoltare i suoi strilli è quindi molto importante, perché significa riconoscere quali bisogni sta cercando di comunicarti. Imparerai presto che non tutti i pianti sono uguali: nel suo lamento ci sono diverse sfumature, una per ogni necessità.<br />
Il primo motivo per cui piange è ovviamente la fame: si tratta di grida sempre più forti e ritmiche che si calmano normalmente quando gli offri il seno o il biberon, e talvolta anche solo alla vista dei preparativi.<br />
Piange anche quando è bagnato o deve essere cambiato: in questo caso si tratta di un disagio che il bimbo esprime muovendosi in modo scomposto, come se volesse liberarsi da un fastidio.<br />
Può piangere anche durante la poppata, in modo improvviso, diventando rosso; normalmente succede quando riceve un flusso di latte troppo abbondante. In questo caso basta tirare un po&#8217; di latte prima di porgergli il seno.<br />
Ancora, il bambino piagnucola quando si sente solo, con un lamento flebile, ma ritmico e continuativo: in questo caso basta prestargli attenzione perché smetta.<br />
Nelle ore pomeridiane e serali, poi, i suoi singhiozzi incessanti e acuti possono essere causati dalle coliche gassose, di cui soffrono tantissimi bambini: in questo caso è molto importante non agitarsi per non aumentare il suo nervosismo e cercare di consolarlo tendendolo in braccio, dondolandolo e massaggiandolo delicatamente.<br />
Il pianto è anche il suo modo di dire che ha sonno: ti basterà guardarlo per capire che è ora di andare a nanna, perché le lacrime sono solitamente accompagnate dallo sfregamento degli occhietti.<br />
Diverso il caso del pianto per dolore, che si manifesta con urla improvvise e molto forti, normalmente con una pausa tra la prima e quelle successive. Questo pianto può durare anche molto a lungo, rendendolo paonazzo, ed è importante agire tempestivamente per capire che cosa gli provoca il male.<br />
Infine, ricordati che spesso un pianto apparentemente immotivato ha una ragione semplice: magari l’eccesso di rumore o confusione nella stanza.<br />
Il segreto è mantenere la calma e semplicemente evitare di pensare a ragioni più gravose di quello che in realtà sono!<br />
Per calmare il suo pianto, puoi:<br />
&#8211; prenderlo in braccio cullandolo e coccolandolo, ma senza andare troppo lentamente<br />
&#8211; mettergli la testa sulla tua spalla e picchiettargli la schiena, per far uscire eventuale aria rimasta nello stomaco<br />
&#8211; tenerlo a pancia in giù sulle tue ginocchia, accarezzandolo e parlandogli dolcemente<br />
&#8211; fargli fare un bagnetto caldo<br />
&#8211; offrirgli il ciuccio, una tisana o un po&#8217; di latte.</p>
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		<title>COME PRENDERLO IN BRACCIO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bimbowp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 15:32:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUIDA AI GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[PRENDERLO IN BRACCIO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come tirarlo su, come tenere la testa… Ecco uno dei gesti più intimi e intensi di una mamma con il proprio piccolo. Un gesto spontaneo che però va imparato nel modo giusto: per cambiarlo, vestirlo, allattarlo e coccolarlo. La prima&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come tirarlo su, come tenere la testa…</strong></p>
<p>Ecco uno dei gesti più intimi e intensi di una mamma con il proprio piccolo. Un gesto spontaneo che però va imparato nel modo giusto: per cambiarlo, vestirlo, allattarlo e coccolarlo.<br />
La prima cosa da imparare è prendere in braccio il tuo bambino nel modo giusto: appena nato il piccolo è delicato e deve infatti essere sostenuto nel modo corretto. Muoversi con sicurezza è molto importante anche per trasmettergli senso di protezione: ricordati che è in grado di percepire le tue paure. Nei primissimi mesi, inoltre, il contatto con il tuo corpo, specie pelle a pelle, è fondamentale per creare un legame forte, ridando al bambino il senso di protezione che percepiva stando nell’utero.<br />
Esistono diverse posizioni in cui il bimbo può essere sostenuto, a seconda delle tue e delle sue preferenze e del momento della giornata. La prima cosa da sapere, però, è che in qualsiasi posizione tu lo tenga in braccio è fondamentale sostenergli la testa, perché la muscolatura del suo collo ancora non è sufficientemente sviluppata per farlo autonomamente. Per sollevarlo puoi farlo rotolare su un fianco e poi alzarlo prendendolo dai fianchi, così che abbia il capo e gli arti flessi in avanti. Altrimenti puoi infilargli una mano sotto la schiena e l’altra sotto la testina, così da assicurare il sostegno alla sua muscolatura. Una delle posizioni più gradite ai piccoli, e molto indicata in caso di coliche gassose, è quella in cui è sdraiato sulla pancia: appoggia la sua testa all’incavo del tuo braccio, così che abbia il torace steso sull’avambraccio e l’addome sostenuto dalla tua mano, che devi far passare in mezzo alle sue gambine. Una variante a questa posizione è quella della “culla”, in cui il bimbo è sdraiato in tutta la lunghezza con la schiena nell’incavo delle tue braccia: una posizione che gli consente di guardarti negli occhi e di avere molta interazione visiva e verbale, ideale per calmarlo prima della nanna.<br />
Il bambino può essere anche sostenuto con il tronco in verticale: per aiutarlo a fare il ruttino per esempio puoi appoggiargli la testa sulla tua spalla e poi dargli qualche pacca leggera sulla schiena. Molti bimbi amano anche il contatto tra la propria schiena e la pancia di chi lo sostiene: in questo caso lo si sorregge da dietro, le sue gambe sono in aria e il suo sguardo si rivolge al mondo. Quando sarà un po’più grande, potrai anche metterlo a cavalcioni su un fianco, sempre sostenendolo con un braccio in mezzo alle gambe: in questo modo sarà in grado di guardarsi intorno, imparando a seguire con gli occhietti le persone e i movimenti.</p>
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		<title>L’IGIENE DEL BAMBINO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bimbowp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 15:24:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUIDA AI GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[Come fare il bagnetto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come fare il bagnetto. Una delle prime prove che ti attende, una volta a casa, è il rito del bagnetto. L’igiene del bambino può inizialmente spaventarti ma vedrai che nel giro di poco diventerà un momento divertente, che andrà ad&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come fare il bagnetto. </strong></p>
<p>Una delle prime prove che ti attende, una volta a casa, è il rito del bagnetto.<br />
L’igiene del bambino può inizialmente spaventarti ma vedrai che nel giro di poco diventerà un momento divertente, che andrà ad accrescere la vostra complicità.<br />
Il piccolo può essere lavato fin dal primo giorno in cui rientra a casa: tuttavia, alcuni pediatri consigliano di aspettare la caduta del moncone ombelicale, per non rallentarne l’essiccamento.<br />
Se scegli di aspettare, nei primi giorni puoi lavarlo utilizzando batuffoli di cotone bagnati; altrimenti nei primissimi giorni limita il periodo di immersione a due/tre minuti.</p>
<p>Per fargli il bagnetto compra un’apposita vaschetta che abbia sul fondo un tappetino di gomma antiscivolamento e segui alcune regole:<br />
&#8211; colloca la vaschetta su un ripiano largo e stabile;<br />
&#8211; riempila con acqua (dieci centimetri sono sufficienti) a una temperatura compresa tra i 32 e 35 gradi. Un termometro a lettura istantanea ti dirà se la temperatura è corretta, ma puoi anche affidarti alla sensibilità delle tue mani o del gomito;<br />
&#8211; tieni a portata di mano l’asciugamano e tutte le altre cose che possono servirti evitando così di doverti allontanare anche solo per un secondo dal piccolo;<br />
&#8211; immergi delicatamente il bimbo nell’acqua, sostenendolo con il braccio sinistro: passaglielo sotto le ascelle, mentre con il destro lo insaponi e risciacqui.</p>
<p>Come detergente puoi usare i prodotti specifici per quest’età, ma va bene anche il sapone neutro. Per la testa puoi utilizzare un prodotto oleoso, che non faccia schiuma e non sia irritante: gli shampoo veri e propri vanno bene un po’ più avanti. Attenzione: il lavaggio della testa deve essere fatto con mano leggera tenendo conto che vi sono zone non ancora ossificate (le cosiddette fontanelle) che vanno strofinate con delicatezza.<br />
Al termine del bagnetto asciugalo bene e idrata la pelle con un apposito olio, con particolare attenzione a quella del sederino che può essere irritata dal pannolino.<br />
Asciuga con attenzione anche le orecchie, servendoti degli speciali cotton fioc di cotone idrofilo che vanno utilizzati solo nel padiglione esterno e all’accesso del condotto uditivo, mai all’interno di questo. Infine, prima di metterlo a nanna, puoi pulirgli il nasino sprizzandogli all’interno qualche goccia di acqua, di soluzione fisiologica o isotonica di bicarbonato, che aiuta a sciogliere il muco e a farlo respirare meglio.<br />
È anche importante curare la pulizia delle unghie e la loro lunghezza perché, se eccessiva, può essere facile causa di graffiature. Le unghie vanno tagliate con una forbicina a punte arrotondate generalmente dopo il bagnetto quando sono state ammorbidite dall’azione dell’acqua.<br />
Il bagnetto può essere fatto anche tutti i giorni; il momento migliore è generalmente la sera, perché concilia il sonno, ma non ci sono controindicazioni per farlo in altri orari, fatta eccezione per quelli subito dopo i pasti, in cui il piccolo sta digerendo.</p>
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		<title>L’IMPORTANZA DELLE COCCOLE E DELLE PAROLE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bimbowp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 15:20:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUIDA AI GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[L’IMPORTANZA DELLE COCCOLE E DELLE PAROLE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le coccole non sono vizi, ma un vero linguaggio d’amore per il bimbo Fin da quando se ne stava al calduccio nella pancia, il tuo bimbo ha imparato a conoscere la tua voce e i tuoi gesti d’amore. Nei suoi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le coccole non sono vizi, ma un vero linguaggio d’amore per il bimbo</strong></p>
<p>Fin da quando se ne stava al calduccio nella pancia, il tuo bimbo ha imparato a conoscere la tua voce e i tuoi gesti d’amore. Nei suoi primi mesi di vita, quei gesti e quelle parole dolci sono ancora più importanti, perché lo tranquillizzano e lo rassicurano, nutrendo il suo innato bisogno di affetto. Non avere paura quindi di esagerare con le coccole, e non sentirti una mamma poco severa se lo prendi in braccio al primo strillo: non solo è normalissimo, ma fa bene al bambino e al vostro legame.<br />
È così infatti che lo fai sentire protetto e al sicuro, aiutandolo fin da piccolissimo a sviluppare una propria personalità. Carezze, abbracci, dondolii, ninnenanne e qualsiasi altra coccola cui reagisce positivamente creano infatti un linguaggio unico e speciale tra te e lui, e lo fanno sentire amato e considerato.<br />
Lascia libero anche il papà di tenerlo in braccio e di giocare con lui quanto vuole: escluso da alcuni gesti &#8220;intimi&#8221; come l&#8217;allattamento (per ovvi motivi ), il papà costruisce con il bambino un rapporto speciale proprio grazie a questi momenti di vicinanza fisica, di parole sussurrate, di sguardi, di sorrisi e di baci. Questa presenza farà sicuramente bene al bambino, ma anche al papà, che si sentirà presente e inserito completamente nel delicato, quanto fondamentale ruolo, all’interno della famiglia.<br />
Le coccole non sono un modo per viziare il piccolo – ci sarà tempo anche per quello! – ma aiutano a ridurre i pianti e il nervosismo: spesso quando piange in realtà cerca solo di richiamare la tua attenzione, perché sente il bisogno di un contatto fisico.<br />
Tenendolo in braccio e coccolandolo a lungo soddisfi i suoi bisogni, appaghi il tuo desiderio e il tuo istinto di mamma e lo aiuti a crescere forte e sereno.<br />
Un buon modo per rilassarlo è anche l’ascolto della musica: come molti studi hanno dimostrato, infatti, la musica favorisce la produzione di endorfine, sostanze naturali che allontanano lo stress e generano uno stato generale di benessere. Non esiste un genere migliore di altri, perché ogni piccolo (così come ogni adulto) ha i propri gusti; in linea di massima, però, la musica classica e le melodie &#8220;new-age&#8221; risultano molto gradite, così come i motivi più orecchiabili; sconsigliati invece i pezzi troppo “percussivi” che potrebbero urtare la sua sensibilità.<br />
Ricorda poi, che far ascoltare musica al bambino è importante non solo per rilassarlo, ma anche perché contribuisce alla sua capacità di percezione dei suoni e dei timbri e può influire positivamente sullo sviluppo di alcune sue importanti facoltà (di tipo logico e visuo-spaziale).</p>
<p><strong> E il fratellino maggiore? Come prepararlo al “nuovo arrivato”…</strong><br />
Coccole, attenzioni, preoccupazioni per il bimbo appena nato. Assolutamente giusto. Ma occorre non dimenticare il fratellino (o sorellina) che già c’è e che, a causa di questa novità, potrebbe subire qualche piccolo turbamento. Questa gelosia è naturale, bisogna solo cercare di evitare situazioni che potrebbero peggiorarla. Il fratellino maggiore è portato legittimamente a pensare “ma se mi vogliono così bene come dicono, che bisogno c’è di un altro bambino?”. Come dargli torto? Ricordiamoci sempre che i bambini piccoli non riescono a controllare le emozioni forti e pertanto anche in questa fase, hanno bisogno della presenza e dell’affetto continuo di un adulto. Ecco qui (in questo caso più che mai è importante il coinvolgimento e il contributo anche del papà), alcuni piccoli suggerimenti da adottare nei confronti del fratellino maggiore:<br />
&#8211; ditegli direttamente voi genitori che a breve arriverà un fratellino<br />
&#8211; programmate i vari cambiamenti da apportare alla casa (es. cameretta) e alle abitudini (es. asilo) in anticipo<br />
&#8211; ditegli che il nuovo fratellino sarà un buon compagno di giochi, solo più avanti, quando effettivamente potrà esserlo (all’inizio quando non fa altro che mangiare, dormire e piangere, non è consigliato!!)<br />
&#8211; prima di dare da mangiare al neonato assicurarsi che il “grande” stia già mangiando o facendo altro<br />
&#8211; continuate a comportarvi con lui come facevate prima dell’arrivo del piccolo</p>
<p>Certo, questa attenzione nei confronti del “maggiore” porta via tempo, energia e fatica, ma fidatevi, il legame fra fratelli (e sorelle) è qualcosa di speciale e importante, che dura per la vita, per cui il gioco vale ampiamente la candela!</p>
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		<title>L’ALLATTAMENTO MATERNO: TECNICHE E CONSIGLI</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 15:16:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ALLATTAMENTO MATERNO: TECNICHE E CONSIGLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il latte materno è l’alimento ideale per il bambino. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda l’allattamento al seno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita. Suggerisce inoltre di mantenerlo come alimento principale fino al primo anno, anche dopo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bimboabordo.eu/lallattamento-materno-tecniche-e-consigli/">L’ALLATTAMENTO MATERNO: TECNICHE E CONSIGLI</a> proviene da <a href="https://www.bimboabordo.eu">Bimbo a bordo personalizzato</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il latte materno è l’alimento ideale per il bambino. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda l’allattamento al seno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita. Suggerisce inoltre di mantenerlo come alimento principale fino al primo anno, anche dopo l’introduzione di alimenti complementari e se possibile continuare l’allattamento anche dopo il primo anno.</p>
<p><strong>Come attaccarlo al seno </strong></p>
<p>Allattare il tuo bambino non è solo un modo per nutrirlo, ma un gesto d’amore che contribuisce, poppata dopo poppata, a creare un rapporto unico e speciale. Non preoccuparti se all’inizio ti sentirai impacciata e un po’ intimorita: è una sensazione normale, che tutte le mamme provano alla prima maternità. Passerà non appena acquisirai un po’ di esperienza. I primissimi giorni dovrai essere paziente per trovare la posizione più naturale e comoda per te e il piccolo: ricordati che è importante che anche tu sia rilassata durante l’allattamento per trasmettergli serenità. Dopo aver scelto la stanza della casa in cui ti senti più a tuo agio, puoi provare ad allattarlo da seduta, su una sedia o una poltrona, così da tenere la schiena dritta e i piedi ben appoggiati per terra, rilassando le spalle. Il piccolo va appoggiato delicatamente sul tuo braccio, con la testa sulla piega del gomito e la schiena e la testa allineate. A questo punto puoi girarlo verso di te, con il viso di fronte al capezzolo: naso, guancia e mento devono sfiorare la mammella. Aiuta il tuo bambino a prendere bene sia il capezzolo che l’areola. Quando il bambino inizia a succhiare, sostieni il seno con il palmo della mano e lascialo attaccato 10/15 minuti da un seno e 10/15 minuti dall’altro, verificando che deglutisca bene. Se preferisci, però, puoi provare ad allattarlo da sdraiata, stendendoti su un fianco, magari con il sostegno di qualche cuscino. Sdraia anche il bambino su un fianco e avvicinalo a te, seguendo gli stessi accorgimenti della posizione precedente. Dopo la poppata, è importante aspettare che il piccolo faccia il ruttino, segno che ha espulso l’aria ingerita accidentalmente. Se non arriva da solo, il ruttino può essere stimolato tenendo il bimbo in posizione eretta e dandogli qualche delicata pacca sulla schiena. E&#8217; bene sapere che i primi giorni il tuo latte sarà diverso da quello che avrai nei mesi successivi; per dare al bambino fin dall&#8217;inizio le sostanze nutritive e antinfettive di cui ha bisogno e aiutarlo nel recupero dal &#8220;calo fisiologico&#8221;, il corpo sviluppa infatti inizialmente il colostro (o primo latte), che è più denso e di colore più giallo. In questo periodo il bimbo non ha bisogno di succhiare a lungo, ma gli bastano pochi minuti. Dopo alcuni giorni, a mano a mano che cambiano le esigenze del bambino, il colostro muta gradatamente la sua composizione. Questa è la fase della “montata lattea“. In questa fase può succedere che i seni diventino turgidi e doloranti e potrebbe comparire anche qualche linea di febbre. Per alleviare il fastidio e aiutare la suzione, puoi ricorrere a impacchi caldo umidi che rendono il seno meno duro e teso.</p>
<p><strong>Come capire quando ha fame</strong></p>
<p>Una delle preoccupazioni di tutte le neomamme è capire quando allattare il piccolo. In linea di massima, nei primi mesi, il numero delle poppate dovrebbe essere di sei-otto al giorno, con una tendenza a diminuire dal 5° mese con l&#8217;inizio dello svezzamento; non esiste però una regola precisa, perché ogni bambino può avere esigenze diverse. Non aver paura di non saper riconoscere quando ha fame: saprà mandarti segnali inequivocabili per dirti che è l’ora della pappa! Il suo primo strumento di comunicazione è il pianto, ma non è il solo: anche mettersi le mani in bocca, simulare la suzione, emettere versetti o sospiri o agitarsi nel sonno sono modi per reclamare la poppata.<br />
Regole che valgono anche se il bambino non è allattato al seno: sono molte le mamme che, per varie ragioni, non possono dare al piccolo il proprio latte. Se è il tuo caso, non avere paura: non c’è nulla che non vada. Rivolgiti al pediatra, che fin dal primo giorno saprà consigliarti un latte formulato che contenga tutto il nutrimento per il tuo bimbo.<br />
Ecco alcuni segnali che ti possono aiutare a capire se il tuo bambino sta ricevendo latte a sufficienza:<br />
&#8211; aumenta circa 150/200 gr. alla settimana<br />
&#8211; mentre lo allatti puoi vedere e sentire la deglutizione<br />
&#8211; bagna almeno sei pannolini va di corpo 3 volte al giorno<br />
&#8211; ha un buon ritmo sonno/veglia, ha un buon tono muscolare e la pelle sana<br />
&#8211; percepisci i cambiamenti di volume del seno dopo averlo allattato</p>
<p><strong>La dieta della mamma</strong></p>
<p>In questa fase è importante tenere sotto controllo non solo l’alimentazione del neonato, ma anche la tua: non è affatto vero che si deve mangiare per due per dare sostegno anche a lui! La dieta normale deve essere integrata da non più di 500 calorie al giorno, restando equilibrata e bilanciata. Vanno bene carboidrati, che danno energia, carne e pesce – ricchi di proteine, vitamine, sali minerali e acidi grassi – e molte porzioni di frutta e verdura, fonte di liquidi e sali minerali. È importante anche bere tanta acqua, succhi di frutta e tisane che stimolano la produzione del latte, ed evitare sostanze eccitanti come thè, caffè e cioccolato. Il gusto del latte potrebbe risultare alterato da aglio, cipolla, asparagi e cibi speziati, con i quali è bene non esagerare. Infine, per qualche tempo, preparati a rinunciare anche ad alcolici e superalcolici.</p>
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		<title>L’ABBIGLIAMENTO DEL BAMBINO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bimbowp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 15:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUIDA AI GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[ABBIGLIAMENTO DEL BAMBINO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come vestirlo. La salute del tuo bimbo passa anche attraverso l’abbigliamento con cui lo vesti: bando agli eccessi della moda, è importante imparare alcune regole semplici e molto utili. La prima è: non esagerare! In due sensi: non comprare troppe&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come vestirlo</strong>.</p>
<p>La salute del tuo bimbo passa anche attraverso l’abbigliamento con cui lo vesti: bando agli eccessi della moda, è importante imparare alcune regole semplici e molto utili.</p>
<p>La prima è: non esagerare!<br />
In due sensi: non comprare troppe cose, perché i bimbi crescono in fretta e rischi di spendere denaro per vestitini che non gli metterai mai; e, in secondo luogo, non esagerare nel coprirlo per proteggerlo da freddo e intemperie.<br />
Non importa quanto tu sia freddolosa: i bambini in genere soffrono parecchio il caldo e coprirli in modo eccessivo, non solo non elimina il rischio di raffreddamento, ma può anzi renderli nervosi e insofferenti.<br />
Per controllare se il bambino ha caldo, tastagli il pancino e non le estremità, perché l’albero circolatorio dei piccoli ancora non è perfettamente sviluppato e può essere perfettamente normale che manine e piedini siano freddi anche quando il bimbo sta bene.<br />
Prima di saccheggiare i negozi per il suo corredino, ricordati che i criteri base dei tuoi acquisti devono essere la praticità e la semplicità (e non solo perché piacciono alla mamma!): specie nei primi tempi, i piccoli devono essere cambiati parecchie volte al giorno, ed è quindi fondamentale scegliere capi che consentano di farlo comodamente, senza innervosire lui o te.<br />
Privilegia quindi capi con collo e maniche larghe, bottoni automatici facili da aprire e chiudere, pochissimi pizzi e lacci nei quali restare impigliati.<br />
Controlla sempre che le asole dei bottoni e le altre cuciture non irritino la pelle, specialmente quella molto delicata delle ascelle, e taglia le etichette dei capi dopo aver controllato la composizione dei tessuti.<br />
Body e tutine (da privilegiare quelle che si chiudono dietro, più facili da infilare) sono essenziali d’inverno, ma d’estate possono essere eccessivi, perché quando le temperature sono alte il pannolino “scalda” molto.<br />
Per l’estate scegli quindi canottierine e vestitini o camicie larghe e traspiranti, meglio se di cotone o lino; i materiali sintetici, seppur più economici, possono spesso produrre allergie e arrossamenti della pelle, e vanno evitati il più possibile.<br />
La lana va benissimo per l’inverno, meglio se foderata all’interno di cotone per non irritare la pelle, mentre la seta è ideale in entrambe le stagioni, perché delicata sulla pelle del bambino e non soggetta a cariche elettrostatiche come molte tutine elastiche.<br />
Per proteggere poi la testa, così delicata e ancora con pochi capelli, può essere buona abitudine utilizzare una cuffietta per l’inverno e un cappellino leggero per l’estate.<br />
Infine, ricordati che gli indumenti e la biancheria intima del bambino devono essere lavati con sapone neutro e disinfettante, prima di essere indossati per la prima volta, e comunque sempre a parte rispetto al resto del bucato.</p>
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		<title>Buttiamo via il pannolino!!!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bimbowp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 08:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUIDA AI GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[togliere il pannolino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;estate e&#8217; la stagione che aiuta le mamme nel paziente lavoro di educazione al vasino per i loro bimbi. Per i bambini che hanno compiuto almeno 18 mesi, infatti, l&#8217;arrivo del caldo può costituire un buon pretesto per abituarli a&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;estate e&#8217; la stagione che aiuta le mamme nel paziente lavoro di educazione al vasino per i loro bimbi.<br />
Per i bambini che hanno compiuto almeno 18 mesi, infatti, l&#8217;arrivo del caldo può costituire un buon pretesto per abituarli a restare senza pannolino durante il giorno: il pannolino, che, già da quando camminano agilmente e si muovono con più sicurezza, diventa un fastidio, in questo periodo provoca irritazioni della pelle, per via dell&#8217;aumentata sudorazione. E&#8217; cosi&#8217; che i bambini, in estate, stanno volentieri senza pannolino.<br />
&#8220;Stare senza pannolino&#8221;, pero&#8217;, non significa immediatamente avere consapevolezza degli stimoli del prorio corpo, ne&#8217; accettare di sedersi sul vasino, bensi&#8217; e&#8217; una conquista che segna una tappa importante nella crescita e necessita attenzione e pazienza da parte dei genitori.</p>
<p><strong>Come capire se il bimbo e&#8217; pronto</strong><br />
Sia che il vostro bimbo sia pronto per questo passo, sia che necessiti di un po&#8217; di tempo ancora, potete lasciarlo libero dal pannolino quando le circostanze lo permettono: quando siete in casa e quindi potete pulire l&#8217;eventuale &#8220;laghetto&#8221;, quando siete in spiaggia o nei prati.</p>
<p>Fare pipi&#8217; nelle mutandine serve al bmbino per prendere coscienza di questa operazione: senza un contenimento, la pipi&#8217; che scivola lungo le gambe, le prime volte li sorprende e noterete che la osserveranno molto attentamente.</p>
<p>Se il bimbo ú in grado di tenere la pipi&#8217; per almeno un&#8217;ora-un&#8217;ora e mezza e se comprende e sa eseguire alcuni comandi (es. prendi quello, porta quella cosa, ecc.) allora potete cominciare.</p>
<p>Il vasino e&#8217; una grande novita&#8217;, per cui il bimbo deve avere occasione per conoscerlo: lasciatelo giocare, mostrategli che si puo&#8217; riempire di acqua, provate per gioco a farlo sedere di fronte a voi, sedute sul wc (mi rivolgo alle mamme, perche&#8217; di solito sono loro che si occupano dell&#8217;educazione degli sfinteri, ovviamente queste indicazioni sono rivolte anche ai papa&#8217;).</p>
<p><strong>Perche&#8217; non vuole sedersi sul vasino</strong><br />
Puo&#8217; capitare che le prime volte non accetti di sedersi sul vasino, o che ci resti seduto solo pochi secondi e subito scappi via correndo come un pinguino, cioe&#8217; con pantaloni e mutandine calati alle caviglie.<br />
Tutto normale: come gia&#8217; accennato il vasino e&#8217; una grossa novita&#8217; e per questo puo&#8217; anche fare paura.</p>
<p>Non insistete, per non provocare un rifiuto, ma invitatelo a seguirvi in bagno quando voi fate la pipi&#8217;, proponendo il vasino come un gioco.<br />
Il rifiuto puo&#8217; durare anche un po&#8217; di tempo (non stupitevi se per un mese continua a non volerne sapere del vasino), l&#8217;importante ú voi non vi mostriate innervosite o deluse, perche&#8217; questo puo&#8217;, da un lato peggiorare il rifiuto innescando una &#8220;prova di forza&#8221;, dall&#8217;altro generare insicurezza nel bambino che sente di non rispondere alle vostre aspettative.</p>
<p>Quando il bimbo compie questi grossi passaggi di crescita, ha bisogno di essere sostenuto emotivamente, attarverso conferme del vostro affetto e della vostra stima nei suoi confronti INCONDIZIONATAMENTE, indipendentemente dalla sua riuscita o meno.<br />
Inoltre, un notevole progresso, spesso, necessita di una piccola regressione su qualche altro fronte: puÖ ad esempio chiedervi di essere imboccato, anche se gi? da tempo mangiava tutto da solo; assecondatelo in questa sua &#8220;fatica di crescere&#8221;, per un po&#8217;, stimolandolo comunque a ricominciare a mangiare da solo.</p>
<p><strong>Non riesce a farla</strong><br />
Finalmente si e&#8217; convinto a stare sul vasino, ci passa anche 15 &#8211; 20 minuti paziente, ma non fa nulla. Anche questa tappa fa parte del processo di autonomia, il bambino ha accettato il vasino ma non riesce a rilassare i muscoli e far uscire la pipi&#8217; o la cacca.</p>
<p>In questo potete aiutarlo lascindogli tra le mani qualche gioco, come la carta igienica da strappare, qualche oggetto del bagno&#8230; in modo che si distragga e si rilassi.</p>
<p>Ovviamente dovete proporgli il vasino quando pensate sia ora di farla, quando e&#8217; passata almeno un&#8217;ora e mezza dall&#8217;ultima volta. Il rumore dell&#8217;acqua del rubinetto che scorre puo&#8217; stimolare la fuoriuscita della pipi&#8217;. Se proprio non viene, mostrategli il vasino vuoto e pazientate ancora.</p>
<p><strong>Qualche statagemma</strong></p>
<ul>
<li>Osservare un amichetto/un&#8217;amichetta<br />
Osservare un amichetto mentre la sta facendo nel vasino e poi constatrne il contenuto e&#8217; molto utile per aiutare il bambino a capire bene quello che deve fare e che non e&#8217; un&#8217;operazione difficile.</li>
<li>Pupazzi che fanno pipi&#8217;<br />
I giochini di plastica che hanno la valvolina al fondo sono utili per fare comprendere come si fa la pipi&#8217; nel vasino: con mia figlia, riempivo di acqua Pippo, che era raffigurato seduto, e poi gli premevo il pancino, sul vasino, per fare uscire l&#8217;acqua come fosse pipi&#8217;.</li>
<li>Un premio<br />
Imparare a fare la pipi&#8217; nel vasino e&#8217;, come abbiamo detto, una tappa di crescita e va festeggiata. Promettegli qualcosa, che &#8220;meriti&#8221; la fatica di questo passo. Ad esempio a mia figlia avevo promesso una &#8220;vera&#8221; bambola, dal momento che lei aveva solo pupazzi di peluches.</li>
<li>Carta igienica colorata<br />
Per rendere il tutto piu&#8217; divertente potete scegliere un vasino con una forma particolare e comprare qualche rotolo di carta igienica colorata.<br />
L&#8217;ha fatta!<br />
Ecco che per la prima volta ha prodotto qualcosa nel vasino!<br />
E&#8217; una conquista importante, complimentatevi con lui, festeggiatelo e lasciategli osservare quello che ha prodotto: ne sara&#8217; orgoglioso e gli servira&#8217; per la volta successiva.</li>
<li>Ha imparato ma la fa ancora in giro<br />
Da quando la fa la prima volta a quando diventa autonomo sotto questo aspetto ci vuole ancora tempo e dovrete ancora molte volte tenere pronti secchio e straccio. Specie all&#8217;inizio, non vorra&#8217; interrompere i giochi per sedersi sul vasino e quindi vi dira&#8217; che non deve farla, e poi lasciera&#8217; il laghetto per la casa. Altre volte non fara&#8217; in tempo a dirvi che deve andare in bagno&#8230;che se la trovera&#8217; nei pantaloni. Oppure &#8220;farla in terra&#8221; sara&#8217; un modo per dimostrarsi arrabbiato con voi, per fare un dispetto. Non ci sono regole fisse di comportamento, bensi&#8217; occorre un po&#8217; di &#8220;sano buonsenso&#8221;: quando involontariamente gli sara&#8217; scappata, vi mostrerete comprensivi, facendogli notare con dolcezza qual e&#8217; il posto giusto per pipi&#8217; e cacca; se la fara&#8217; in giro subito dopo che gli avete proposto il vasino o se capirete che è un dispetto, allora sarete piu&#8217; severi, sempre nella direzione di aiutarlo a capire qual e&#8217; il comportamento corretto.</li>
</ul>
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		<title>Se non vuole andare a dormire o vuole dormire solo nel lettone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bimbowp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 08:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUIDA AI GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[non vuole andare a dormire o vuole dormire solo nel lettone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Addormentarsi, per un bambino piccolo, significa separasi da mamma e papà, perderli di vista, così può fare fatica a prendere sonno, oppure cercare di resistere sveglio il più possibile. A volte fa il &#8220;sonno del gatto&#8221;, cioè si appisola ma&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Addormentarsi, per un bambino piccolo, significa separasi da mamma e papà, perderli di vista, così può fare fatica a prendere sonno, oppure cercare di resistere sveglio il più possibile.<br />
A volte fa il &#8220;sonno del gatto&#8221;, cioè si appisola ma non si rilassa del tutto, continua a socchiudere gli occhi per controllare che mamma e papà siano sempre vicino a lui, per cui, quando usciamo dalla stanza credendo che finalmente si sia addormentato, lui ricomincia a piangere.<br />
Se poi lo si fa addormentare per un po&#8217; di sere nel lettone di fianco a mamma e papà, gli si crea un&#8217;aspettativa e lui reclamerà questo dolcissimo e rassicurante trattamento tutte le sere.<br />
Può essere allora utile cercare di creargli un rituale di buona notte da ripetere tutte le sere, in modo da creargli una sicurezza: la certezza che ogni sera ci sono mamma e papà che gli danno la buona notte, che lo coccolano e che tutto è sotto controllo.<br />
Un esempio: cercando di mantenere più o meno lo stesso orario tutte le sere, accompagnarlo nel lettino e sedersi di fianco a lui ( per i lettini, si può far scorrere una sponda fin sotto le doghe ) cantandogli qualche canzoncina o raccontandogli un fiaba oppure ricordando con lui quello che ha vissuto durante il giorno o quello che farà il giorno dopo. Non importa se ci sembra troppo piccolo per capire: ciò che conta è la voce rassicurante del genitore che allontana tutte le paure.<br />
E&#8217; bene addormentarlo nel suo lettino, perché se si svegliasse nella notte, trovandosi nel luogo in cui si è addormentato con mamma e papà, potrebbe riaddormentarsi sicuro; al contrario, se si fosse addormentato nel lettone, vorrebbe tornavici per potersi addormentare di nuovo.<br />
Comunque è perfettamente comprensibile che, quando stremati da una giornata pesante e dalle proteste del loro piccolo, i genitori adottino situazioni di comodo per il bambino, e di &#8220;scomodo&#8221; per mamma e papà, costretti magari a dormire ai bordi del letto per non rischiare di far male al bimbo che dorme nel lettone? ognuno, sul momento, fa quel che può!!!</p>
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		<title>La sgridata &#8220;da un minuto&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[bimbowp]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2017 08:22:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUIDA AI GENITORI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un gruppo di psichiatri americani ha studiato una strategia per rimproverare i nostri figli, facendo loro capire l&#8217;importanza dell&#8217;errore che hanno commesso e contemporaneamente trasmettendogli un messaggio di affetto, che li rassicuri del nostro amore. &#8216;Da un minuto&#8217; significa che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un gruppo di psichiatri americani ha studiato una strategia per rimproverare i nostri figli, facendo loro capire l&#8217;importanza dell&#8217;errore che hanno commesso e contemporaneamente trasmettendogli un messaggio di affetto, che li rassicuri del nostro amore.</em></p>
<p>&#8216;Da un minuto&#8217; significa che deve essere breve per essere ascoltata e compresa dal bambino.<br />
Si suggerisce quindi di allontanarsi col bambino dal luogo in cui ha commesso il fattaccio. Poi, nei primi 30 secondi il genitore dovrebbe tenere in braccio a sé il bimbo, mentre gli esprime la sua preoccupazione o la sua irritazione (è importante che il genitore esterni le sensazioni che sta provando, in questo modo scaricherà l&#8217;eventuale tensione accumulata). In un secondo momento il genitore dovrebbe spiegare le ragioni per cui il bambino è stato sgridato, facendogli capire quale regola è stata infranta. Quando il bambino mostrerà una reazione, il genitore deve cambiare il tono di voce e, con atteggiamento rassicurante, dirgli che in ogni caso lo ama e che lo sa capace di comportarsi bene. Alla fine di tutto, un abbraccio.</p>
<p><em><strong>E&#8217; molto importante cercare il dialogo col bambino dopo averlo sgridato, per dargli l&#8217;opportunità di riparare e di sentirsi capace di comportarsi bene; altrimenti il bambino potrebbe viversi come cattivo, adeguarsi a questa immagine e di conseguenza vivere una esperienza non di crescita ma di depressione.</strong></em></p>
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