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bimbo a bordo - pianto dei neonati

COME INTERPRETARE IL PIANTO

Piange per fame, per sonno, perché ha male…

Ci vuole spesso tutto il tuo amore di mamma per non perdere la calma alle urla del bambino. Nei primi mesi di vita, il pianto è il suo unico modo per comunicare, ed è quindi normale che vi faccia ricorso con una frequenza che a volte rischia di essere…snervante!
I neonati possono piangere dalle due alle quattro ore al giorno; sapere ascoltare i suoi strilli è quindi molto importante, perché significa riconoscere quali bisogni sta cercando di comunicarti. Imparerai presto che non tutti i pianti sono uguali: nel suo lamento ci sono diverse sfumature, una per ogni necessità.
Il primo motivo per cui piange è ovviamente la fame: si tratta di grida sempre più forti e ritmiche che si calmano normalmente quando gli offri il seno o il biberon, e talvolta anche solo alla vista dei preparativi.
Piange anche quando è bagnato o deve essere cambiato: in questo caso si tratta di un disagio che il bimbo esprime muovendosi in modo scomposto, come se volesse liberarsi da un fastidio.
Può piangere anche durante la poppata, in modo improvviso, diventando rosso; normalmente succede quando riceve un flusso di latte troppo abbondante. In questo caso basta tirare un po’ di latte prima di porgergli il seno.
Ancora, il bambino piagnucola quando si sente solo, con un lamento flebile, ma ritmico e continuativo: in questo caso basta prestargli attenzione perché smetta.
Nelle ore pomeridiane e serali, poi, i suoi singhiozzi incessanti e acuti possono essere causati dalle coliche gassose, di cui soffrono tantissimi bambini: in questo caso è molto importante non agitarsi per non aumentare il suo nervosismo e cercare di consolarlo tendendolo in braccio, dondolandolo e massaggiandolo delicatamente.
Il pianto è anche il suo modo di dire che ha sonno: ti basterà guardarlo per capire che è ora di andare a nanna, perché le lacrime sono solitamente accompagnate dallo sfregamento degli occhietti.
Diverso il caso del pianto per dolore, che si manifesta con urla improvvise e molto forti, normalmente con una pausa tra la prima e quelle successive. Questo pianto può durare anche molto a lungo, rendendolo paonazzo, ed è importante agire tempestivamente per capire che cosa gli provoca il male.
Infine, ricordati che spesso un pianto apparentemente immotivato ha una ragione semplice: magari l’eccesso di rumore o confusione nella stanza.
Il segreto è mantenere la calma e semplicemente evitare di pensare a ragioni più gravose di quello che in realtà sono!
Per calmare il suo pianto, puoi:
– prenderlo in braccio cullandolo e coccolandolo, ma senza andare troppo lentamente
– mettergli la testa sulla tua spalla e picchiettargli la schiena, per far uscire eventuale aria rimasta nello stomaco
– tenerlo a pancia in giù sulle tue ginocchia, accarezzandolo e parlandogli dolcemente
– fargli fare un bagnetto caldo
– offrirgli il ciuccio, una tisana o un po’ di latte.

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